Grafica d’Arte 2019-20

 

 

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ACCADEMIA DI BELLE ARTI ROMA
ANNO ACCADEMICO 2019-20
CORSO DI GRAFICA D’ARTE
Prof. Gianfranco D’Alonzo
gianfrancodalonzo@icloud.com 

Programma didattico 2019 – 20


Livello
 TRIENNIO
Disciplina
GRAFICA d’ARTE
Annualità
2° ANNO 12CF (150 ORE)
3° ANNO ( Modulo 6 CF 75 ORE)
Luogo
 AULA 1
Periodo
 SEMESTRALE
Tipologia disciplina
TEORICO-PRATICA
Tipologia della didattica
 LEZIONI TEORICHE – APPLICAZIONI PRATICHE – STAGE

Calendario

PRIMO SEMESTRE 

 2° ANNO 12CF (150 ORE)
Lezioni frontali
 LUNEDÌ  9:30 – 13:30 / 14:00 – 17:00 ( 91 ore )
Laboratori – Stage
 All’esterno e all’interno, in momenti diversi e nelle due settimane dedicate ai recuperi e alla preparazione degli esami ( 46 ore )
Accoglienza studenti
LUNEDÌ 17:00 – 18:00 ( 13 ore )

SECONDO SEMESTRE 

3° ANNO ( Modulo 6 CF 75 ORE)
Lezioni frontali
LUNEDÌ 9:30 – 12:30 ( 39 ore )
Laboratori – Stage
All’esterno e all’interno, in momenti diversi e nelle due settimane dedicate ai recuperi e alla preparazione degli esami ( 23 ore )
Accoglienza studenti
LUNEDÌ 13:30 – 14:30 ( 13 ore )

INOLTRE
Accoglienza tesi, tutoraggio, organizzazione attività (25 ore)

 

Obiettivi formativi
L’esercizio  del laboratorio, il suo riprodursi differente, è in grado di creare un “ambiente” in cui realtà  ed etica si auto-convocano, trasformando la frequentazione dei linguaggi artistici in un’esperienza analoga  a qualsiasi altra attività umana. La disciplina può orientarsi verso territori “estranei”  –  affrontare  le diversità, riconoscere la sua stessa diversità e tipicità, sollecitare irritualità altrimenti taciute: motivare la riflessione profonda.
L’attività didattica  vuole  esplorare le  possibilità  linguistiche  e metodologiche che il paradigma storico della Grafica d’Arte offre, in relazione alle nuove tecnologie a disposizione della riproducibilità e della connessione. L’ipotesi è che il suo statuto si possa rinnovare, poiché capace di accogliere le nuove domande imposte dalla rete, dal digitale ma anche dalle pratiche che coinvolgono il sociale, cioè lo spazio e il sentire comune: il superamento degli steccati linguistici e  disciplinari,  come  ci insegnano molte esperienze della ricerca contemporanea.
Pertanto il laboratorio, inteso come campo seminabile, produzione di  pensiero  e  di  aperture all’ignoto, diventa uno spazio multidisciplinare in cui ricerca e studio non sono motivati dalla riuscita tecnica ma dal tentativo di rintracciare una consapevolezza di “sé” nel mondo.

 

 

Contenuti e tematiche
Quando apparve la stampa, Montaigne preferì una testa «ben fatta» a un sapere accumulato, perché il cumulo, già oggettivato, giaceva nel libro, sui ripiani della libreria; prima di Gutenberg, bisognava sapere a memoria Tucidide e Tacito se si praticava la storia, Aristotele e i meccanici greci se ci s’interessava alla fisica, Demostene e Quintiliano se si voleva eccellere nell’arte oratoria… dunque occorreva averne pienala testa. ( Michel Serres )
La massa è una matrice dalla quale attualmente esce rinato ogni comportamento abituale nei confronti delle opere d’arte. ( Walter Benjamin )
Abitare il mondo  è unirsi ai processi di formazione (Tim Ingold)

I riferimenti a Serres, Benjamin e Tim Ingold indicano l’orientamento generale del laboratorio. Da qui la esigenza di riconsiderare la matrice – cardine dell’esperienza grafica e della riproducibilità – nei suoi concetti base, alla luce delle pratiche di condivisione ora in campo, che ne rivelano la condizione di madre e di residuo; e l’identità  fluida della Grafica d’Arte, che di fatto genera il presente nelle molteplici piattaforme della nostra nuova quotidianità, in cui il suo percorso storico si ripropone con forme nuove e dinamiche insolite: i molti media a disposizione della ricerca artistica a tutto campo. L’abitare è l’ambito di riflessione in cui il laboratorio si svilupperà, favorendo l’attenzione al territorio, alle  vicende sociali che spingono i processi artistici a verificare i propri statuti e le profondità inesplorate di chi le affronta.Il ritmo interno alla disciplina si dovrà confrontare con la dimensione temporale nell’opera, intesa come operazione aperta, come segmento di un procedere. Di conseguenza lo studio s’inoltrerà nei processi che ritroviamo nel manuale proposto: “…un modo di essere dell’arte contemporanea quando questa si fa dispositivo per creare relazione tra vari territori che siamo soliti abitare.” (Franco Speroni).

 

 

Modalità della didattica – Organizzazione del corso
Il corso prevede attività propedeutica per i nuovi ingressi e approfondimenti per chi ha già un percorso di riferimento. In ogni caso, per la sua ampiezza e versatilità, è in parte comune ai diversi livelli di studio del Triennio. Ciò permetterà una maggiore relazione tra gli studenti, anche con l’ausilio di social e reti didattiche, concentrata intorno alle tematiche proposte che ognuno affronterà con la propria storia,  sensibilità e capacità. Al secondo anno, la mattina, al terzo anno nella prima parte della mattinata, sarà dedicata ai laboratori a carattere seminariale: letture, presentazioni, incontri con autori e confronto sui manuali di riferimento proposti, con un regolare rapporto fra il lavoro di ricerca personale e l’analisi comune audio-visiva del materiale emerso. Attività che sarà sviluppata, per il secondo anno nel secondo semestre e per il terzo anno nella seconda parte della mattinata,  con un laboratorio di applicazioni pratiche di gruppo.

 

Attività all’esterno
Le attività all’esterno del laboratorio sono fondamentali per attuare una ricerca sganciata dal riscontro di carattere tecnico e disciplinare, cercando invece le risposte ai problemi in territori esterni al laboratorio. In particolare si analizzeranno i luoghi deputati all’arte, ai riti religiosi, alla politica, e delle aggregazioni spontanee.

 

 

Accoglienza studenti – Tesi 
L’accoglienza studenti, cui si dedica particolare attenzione per approfondire il lavoro personale – tesi comprese – di ogni singolo studente, è garantita ogni giorno del corso e anche dopo l’attività didattica, come da calendario.
Le proposte di tesi saranno eventualmente accettate solo se presentate entro il primo mese del terzo anno di studi. 

 

Modalità di accertamento finale
L’esame consiste nella discussione del lavoro che lo studente ha svolto durante l’anno di studio e ricerca, che il docente ha potuto seguire personalmente nel tempo, e una disamina dei temi affrontati nelle attività didattiche. Durante l’anno sono previste revisioni dei progetti in corso validi per l’accesso all’esame finale.

 

Manuali di riferimento
Gianfranco D’Alonzo, LOP Rete Mostra Libro – Quando l’arte ripensa le piattaforme della comunicazione, a curadi Franco Speroni, Gangemi Editore, 2014. Si può acquistare direttamente dall’editore presso la sede di ViaGiulia 42, Roma, oppure online http://www.gangemieditore.com/dettaglio/lop-rete-mostra-libro/4750/3 (disponibile anche in eBook).
Michel Serres, Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere, 2013, Bollati Boringhieri Traduzione di Gaspare Polizzi (disponibile anche in eBook) http://www.ibs.it/code/9788833924069/serres- michel/non-e-mondo.html.
Tim Ingold, Making. Antropologia, archeologia arte e architettura. Raffaello Cortina Editore, 2019

Approfondimenti in Rete

Bibliografia 
Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica – Con un saggio di Massimo Cacciari, Einaudi, 2011.
Alberto Abruzzese, Punto Zero.Il crepuscolo dei barbari, Luca Sossella editore
Rosalind Krauss, L’arte nell’era postmediale. Marcel Broodthaers, ad esempio, Postmedia, 2005.
Georges Didi-Huberman, Storia dell’arte e anacronismo delle immagini, Bollati Boringhieri, 2007.
Arthur C. Danto, Dopo la fine dell’arte. L’arte contemporanea e il confine della storia, Bruno Mondadori, 2008.
Massimo Di Felice, Net-attivismo. Dall’azione sociale all’atto connettivo, ed. Estemporanea, 2017.
Georges Didi-Huberman, La somiglianza per contatto. Archeologia, anacronismo e modernità dell’impronta, 2009, Bollati Boringhieri
Tim Ingold, Making. Antropologia, archeologia arte e architettura. Raffaello Cortina Editore, 2019
Roberto Marchesini, Tecnosfera. Proiezioni per un futuro postumano, Castelvecchi 2017
Nicolas Bourriaud, L’exforma. Arte, ideologia e scarto, postmedia 2016
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